mercoledì 24 dicembre 2014

19 dicembre 2014 
6° Lezione di Mind Marketing 
a cura del prof. Corrado Corradini
presso la LABA di Torbole sul Garda

#Marketing sensoriale




Il marketing sensoriale è un tipo di marketing che attrae i cinque sensi ( per cinque sensi possiamo definire tutte le facoltà quali: vista, udito, olfatto, gusto o tatto attraverso i quali gli umani ricevono degli stimoli provenienti dall'esterno del loro corpo), essi vengono utilizzati per entrare in relazione con il consumatore a livello emozionale, generando determinati sentimenti, pensieri e opinioni che creano un immagine nella mente del consumatore. Il marketing sensoriale consiste in una serie di tecniche che hanno l'obiettivo di sedurre il consumatore, usando i suoi sensi, per influenzare di conseguenza le sue emozioni e il suo comportamento.

Oggi nel mondo del design c'è una stretta correlazione tra sentimenti, colori, forme, vibrazioni e suoni, ed esso si sta spostando sempre di più verso il marketing sensoriale, legato a tutto ciò che riguarda i sensi, quindi ogni oggetto che viene prodotto o pensato dal designer, deve seguire uno studio sensoriale indiretto prima di arrivare alla forma tattile.

Costantemente intorno a noi siamo circondati da forme, colori, odori, materiali e vibrazioni diverse, ma non tutti le colgono, le studiano, le toccano o le osservano. Questo è una parte del lavoro di noi designer, conoscere, studiare, osservare tutte queste variabili durante il progetto, che ci fanno provare delle emozioni e sensazioni diverse tra di loro. Quindi ogni colore ci da una sensazione ed ogni sensazione è legata ad un sentimento, che è legato a delle parole che ci trasmettono a sua volta dei valori. Di conseguenza ogni oggeto che tocchiamo, vediamo o sentiamo, lo associamo inconsciamente a delle parole o aggettivi, che nel marketing vengono chiamate Bad Words. Concludendo possiamo dedurre nella fase di progetto, prima il designer deve lavorare e concentrarsi sulle sensazioni e sentimenti e secondariamente sulle forme dell'oggetto.


venerdì 21 novembre 2014

21 novembre 2014 
3° Lezione di Mind Marketing 
a cura del prof. Corrado Corradini
presso la LABA di Torbole sul Garda

#Linguaggi collettivi e condivisi


In questa lezione di Mind Marketing ci siamo concentrati sulle emozioni nel marketing da un diverso punto di vista quello del linguaggio, parole, suoni, segni e simboli, perchè anche se non c'e ne rendiamo conto associamo ad ogni parola, suono, segno o simbolo, una diversa senzazione, colore o emozione.
Le nostre scelte quindi vengono trasportate da tre driver.


L'EGO è al centro di un rapporto energetico che sta alla base della comunicazione sottile, L'ENERGIA è la capacità di creare movimento, cioè l'EMPATIA che porta all'ESISTENZA.
Senza una delle 3 le altre 2 restano ferme e statiche.


1° ENERGIA

Cos'è che ci spinge?

Tutti i linguaggi e tutte le lingue si dividono per consonanti e per vocali, nell'alfabeto sanscrito sono 33 le lettere principali, come le 33 divinità indiane, perchè ogni lettera nell'alfabeto ha un suono e il suono ci spinge verso una direzione specifica. Ogni parola quindi connota una vibrazione specifica e quella vibrazione noi la colleghiamo ad un colore e ad una direzione.
Le parole, le azioni e le immagini sono tutti dei vettori energetici e la nostra mente collega insieme il segno con il significato, solo così la nostra mente si attiva e inizia a muoversi.

2° EMPATIA

Da che cosa è generata la nostra direzione?

Il secondo passaggio che ci spinge o meno è l'empatia verso il simbolo o il segno, senza l'empatia la nostra mente resta ferma, abbiamo bisogno di essa per avere una spinta energetica. La nostra mente quando si attiva, per prima cosa realizza l'immagine che ha davanti e subito dopo capisce se ha un empatia positiva o negativa, se viene attratta o respinta, se ci piace o non ci piace. L'empatia è alla base di tutta la pubblicità! Ma non tutte le persone hanno gli stessi valori, e quindi l'empatia sarà diversa per ogni singolo soggetto.

3° ESISTENZA

Come fanno due soggetti a comunicare se non hanno gli stessi linguaggi collettivi e condivisi?
In ogni società l'immagine viene percepita in modo diverso, e quindi in ogni società l'immagine viene realizzata in modo diverso, (driver psicolinguistici). Se i due soggetti non hanno in comune lo stesso linguaggio, automaticamente ci si capisce, e quindi non c'è l'empatia e neanche la condivisione. Se non c'è la condivisione il messaggio della comunicazione pubblicitaria non passa.


lunedì 17 novembre 2014

17 novembre 2014 


#DreamsLab - where science and technology meet


Italia, Pisa, Palazzo della Carovana della Scuola Normale Superiore di Pisa si trova DREAMSLAB = Dedicated Research Environment for Advanced Modeling and Simulations. 

A capo troviamo il prof. Vincenzo Barone con un team scientifico composto da più di 30 persone e diviso in due gruppi che lavorano insieme: Dreams3D per il sistema virtuale e HPC per la chimica computazionale e il calcolo ad alte prestazioni.

Dreams3D: si occupa della visualizzazione e della manipolazione tridimensionale di dati con una simulazione che si avvicina molto alla realtà. Il nucleo di Dreams3D è la CAVE 3D, uno spazio rivestito da schermi di proiezione in cui si visualizzano le immagini tridimensionali, composto da 3 pareti di 3x3x3 metri più pavimento retroproiettati, un sistema che permette all'utente di entrare in una realtà virtuale. La particolarità di questa visualizzazione tridimensionale è una perfetta visione reale che permette di muoversi all'interno degli oggetti visualizzati, studiarli, toccarli e modificarli. 
Lo studio spazia in diversi campi, dal patrimonio culturale alla chimica, dalla chirurgia alla meccanica, dalla riabilitazione alla restaurazione.
Il gruppo HPC: ha il compito di estendere le conoscenze relative alle scienze computazionali mediante nuovi modelli tecnologici e gestisce un enorme sistema di calcolo coordinato.

DreamsLab dove la scienza e la tecnologia si incontrano!



14 novembre 2014 
2°Lezione di Mind Marketing 
a cura del prof. Corrado Corradini
presso la LABA di Torbole sul Garda



#l'emotività nel marketing


Quanto incide l'emotività nel marketing?
Ci sarà successo mille volte di desiderare qualcosa fortemente, ma quel qualcosa era troppo costoso? Ma l'emozione che ci spinge a desiderarlo riesce a farcelo vedere accessibile. Accetto l'onere pur di avere il beneficio dell'oggetto. Siamo disposti a spendere più soldi facendo precepitare il valore reale dell'oggetto stesso..
 Compriamo emozioni non l'oggetto!

Proviamo ad osservare la curva di valore dell'acquisto per capirne di più:
Più dura l’emozione nel tempo, nella nostra mente meno abbiamo speso, meno dura l’emozione, più abbiamo speso.

Quindi non esistono oggetti costosi, esistono oggetti che sanno trasmettere il loro valore. Più un prodotto crea emozioni dentro di noi, meno ai nostri occhi costerà, questo prezzo dato dall’emozione è chiamato Emotional Price: cioè il valore percepito meno il prezzo reale, e quindi nella mente del consumatore se l’emozione è fortissima il prezzo di un prodotto viene visto a poco più della metà del prezzo reale.

EMOTIONAL PRICE: VALORE PERCEPITO – PREZZO REALE

Che ci porta al

PRICE SENSIVITY: SENZASIONE DI PREZZO

Ma la base che ci guida o meno all’acquisto si chiama

INTENTION TO BUY: INTENZIONE DI COMPRARE

Se l'oggetto non emoziona non lo acquisto




Alcuni dei valori che possono determinare l’EMOTIONAL PRICE sono:

GUSTO PERSONALE
REPUTAZIONE SOCIALE
MARCA
ADVERTISING                  - FATTORI NEGATIVI = DETERMINANO IL PREZZO EMOZIONALE
PROMOZIONI 
PRESTAZIONI DEL PRODOTTO
ECC


Di conseguenza 
L’EMOTIONAL PRICE
Al momento dell’acquisto del cliente si trasforma in
PREMIUM PRICE = PREZZO PREMIO
 = Prezzo superiore a quello di mercato. È una politica di prezzo che si basa sul principio secondo il quale un prezzo più alto fa pensare che il prodotto offra una migliore qualità o comunque qualcosa in più (e cioè un “premio” al cliente).

giovedì 6 novembre 2014

31 ottobre 2014 
2°Lezione di Mind Marketing 
a cura del prof. Corrado Corradini
presso la LABA di Torbole sul Garda



#Marketing pubblicitario 



'la comunicazione è il prodotto'


Quanto incide il fattore emotivo sull’acquisto? 

Durante la seconda lezione di marketing l'argomento affrontato è stata la publicità e di come quest'ultima sia in grado di influenzare le pesone davanti allo schermo, in base alle statistiche di marketing, il 50% del target di riferimento compra un prodotto emozionale per se stesso, anche se magari deve fare dei sacrifici per averlo. Ma cosa c'è di meglio di avere una cosa bella e che pure ci emoziona?  Per vendere non basta solo  studiare un prodotto ma studiare un emozione, perchè alla fine si vende un emozione. Un'emozione è cio che guida da sempre l'uomo, non basta che il prodotto sia bello, funzionale, ergonomico, deve saper trasportare l'emozioni umane.

Un esempio?

Un esempio è quello dell'I-pod progettato da Steve Jobs, lui voleva creare e vendere qualcosa di emozionante da portare sempre con se, portarsi dietro le canzoni preferite, per ascoltarle in ogni momento della giornata, perchè la musica tocca il cuore delle persone e allora compriamo un emozione non solo un oggetto.
La #pubblicità usa lo stesso sistema, trasmette emozioni e valori tramite dei canali di comunicazioni. La comunicazione pubblicitaria trasmette dei valori palesi e nascosti, intriganti. Di solito punta sul sesso, il più potente lato pubblicitario utilizzato dalla maggior parte dei brand. E la donna è sempre presente in tutto cio... Ma di questo ne parlerò dopo.

Ma quanto vale tutto questo?





Il valore del mercato pubblicitario nel 2013 era di circa 2 miliardi di euro. Esso vale per la maggior parte dalla tv, dai quotidiani, dalla radio e internet che sono i padroni della pubblicità. Nel panorama mondiale, Internet continua ad essere il mezzo con la crescita più rapida ma rimane ancora un player di piccole dimensioni. Internet, è cresciuto del 32,4 % nel 2013 ma con una quota del 4,5% della spesa complessiva disponibile. l contrario la televisione è cresciuta solo del 4,3% , ma resta il colosso quando si tratta di spesa pubblicitaria, accaparrandosi quasi il 58 % degli investimenti del mercato. Male agli altri comparti, radio, giornali, riviste e cinema visti dall’analisi ricerca sono in netto declino.

E noi cosa siamo per la pubblicità?

Noi per la pubblicità siamo come un 'campo vuoto' ( zona in cui ci si può muovere liberamente)o come un cerchio (è il miglior campo per muoversi, esso è alla base di tutto, perchè nel cerchio ci sono tutti gli equilibri immaginabili, e nel centro di esso si trova la nostra coscienza. ) in cui essa si può muovere liberamente senza ostacoli di nessun tipo, la nostra mente per i pubblicitari è un campo vuoto.
Quindi qualsiasi cosa ascoltiamo, sentiamo, vediamo ci da un input ed esso genera movimento nella nostra mente, ci decentra e ci fa cambiare idea.

Mi piace, non mi piace, non posso, posso?

Il concetto di dualità, di mi piace e non mi piace, è alla base delle scelte dell'uomo, se scegliamo che ci piace di consuegenza seguono delle condizioni: posso? non posso?
Ed il  messaggio pubblicitario ci spinge verso una scelta. Qualisiasi cosa facciamo durante la giornata noi stiamo scegliendo! 
Siete sicuri di avere scelto? O è stata la pubblicità ad indurci? Siamo noi che scegliamo?
La vera unica scelta potrebbe essere scegliere di stare fuori dal mondo delle scelte.
Oppure dobbiamo determinare il nostro punto di scelta, perchè è da ciò che dipende la nostra libertà!



La pubblicità e la figura femminile

Riprendiamo il discorso, la pubblicità trasmette emozioni e valori tramite dei canali di comunicazioni. La comunicazione pubblicitaria trasmette dei valori palesi e nascosti, intriganti. Di solito punta sul sesso, il più potente lato pubblicitario utilizzato dalla maggior parte dei brand. E la donna è sempre presente in tutto cio... E’ provato che la figura femminile faciliti la vendita, la donna infatti viene sempre inserita negli spot per attirare l’attenzione sia dell’uomo ma anche  quello della donna. 



Nella pubblicità non c'è nulla di piu peccaminoso di un immagine che dice tutto e non dice nulla.. infatti in tutte le vie di comunicazione:


“Gli uomini agiscono, le donne appaiono.
Gli uomini guardano le donne.
Le donne guardano se stesse mentre sono guardate.
Questo determina non solamente la maggior parte delle relazioni fra uomini e donne ma 
anche il rapporto delle donne con se stesse.
L’osservatore della donna è maschile; l’osservata femminile.
Così lei si trasforma in oggetto.
Più specificatamente in oggetto di visione.”



Osserviamo 10 spot differenti, così constatiamo come la figura femminile oltre ad essere pilastro portante per le pubblicità, assuma diverse ruoli nella pubblicità:





martedì 4 febbraio 2014

CONCLUSIONI DI FINE CORSO

23 gennaio 2014
11° ed ultima lezione di Marketing strategico tenuta presso Libera Accademia di Belle Arti LABA di Torbole
A cura del professore Corrado Corradini.

Il marketing strategico insegna a cogliere le occasioni, ma prima analizzarle, mai intraprendere un azione senza aver prima fatto delle analisi, si rischia l'insuccesso.
Il marketing strategico mi ha insegnato a pianificare ed organizzarmi per raggiungere i miei obiettivi, seguendo questi punti.. che possono essere applicati sia alla persona che all'azienda.




domenica 19 gennaio 2014

POSIZIONAMENTO

16 Gennaio 2014
10° lezione di Marketing strategico affrontiamo per la prima volta il POSIZIONAMENTO e andiamo a capire di cosa si tratta tenuta presso Libera Accademia di Belle Arti LABA di Torbole
A cura del professore Corrado Corradini.

Il POSIZIONAMENTO è il modo in cui un prodotto trova collocazione nella mente del potenziale consumatore. 
  • È un vantaggio rilevante per il consumatore target (nel marketing risponde alla domanda "a chi devo vendere?") e differenziante dai vantaggi offerti da altri prodotti o servizi della stessa categoria. In base alla posizione mentale che si vuole andare a occupare, si definirà il prodotto e le altre variabili del marketing mix. 
  • Tutto il marketing strategico è una strategia di posizionamento, esso si basa sul concetto di attratività, sulla soddisfazione di un desiderio per mezzo dei valori, immagini che attirino un target.
  • Il Posizionamento è considerato come il processo per creare un'immagine nella mente del target. Questa immagine viene creata per far sì che un potenziale cliente possa associare dei valori a un prodotto, un brand, un'organizzazione. Ad esempio, associare a una marca di biscotti l'idea di famiglia, di calore, di genuinità. 

Il Marketing Strategico è composto da operazioni o punti di posizionamento, creati per posizionarsi nel mercato, chiamato Flusso di Posizionamento:


  1. I tratti distintivi, mi permettono di generare una reputazione,serve a valorizzare ciò che gli altri non hanno, e quindi la reputazione sale, e così sviluppo degli influencer.
  2. Azioni di comunicazione sugli influencer (media) per amplificare la propagazione dei valori.
  3. Per mezzo degli influencer, la propagazione si indirizza verso l'audience come target di riferimento.
  4. L'audience è prevalentemente formata da un target identitario che garantisce l'efficacia di vendita.
  5. Verifica del modello di business, del piano di vendita.
  6. Feedback sulla strategia e potenziamento.

domenica 12 gennaio 2014

MARKETING IMMAGINATIVO

9 Gennaio 2014
Prima lezione di Marketing immaginativo, dedicata alla Unique selling propositiontenuta presso Libera Accademia di Belle Arti LABA di Torbole
A cura del professore Corrado Corradini.

UNIQUE SELLING PROPOSITION

L'Unique selling proposition o USP, tradotta in italiano come "argomentazione esclusiva di vendita", è un modello teorico di funzionamento della pubblicità formulato da Rosser Reeves negli anni quaranta. Essa è al centro della competizione di mercato, dato che il mercato è altamente competitivo e rispetto al passato ci sono vari fattori da tenere in considerazione.


UTILIZZATA PER:
  • La USP è usata dalle prime 500 aziende globali che rappresentano, attualmente, il 70% del mercato globale.
  • Posizionare facilmente il brand prodotto nella mente del consumatore
  • Rendere insoddisfatti i consumatori delle altre idee di mercato
  • Fare del cliente un fedele consumatore del prodotto
  • Essere l'arma di differenziazione tra i prodotti e le aziende
  • Indurci all'acquisto immediato di un prodotto

DEVE ESSERE
  • Unica, irrepetibile, non replicabile, scremata, facile e semplice.
  • Deve generare sicurezza d'aquisto, non dubbi, deve vendere, generando un vataggio competitivo rispetto alla altre aziende.
  • Deve essere trasformata in base agli usi e costumi del periodo e in base alla società.
  • Deve riuscire a diventare un mito, incancellabile.
  • Deve essere efficace per portare ai vertici l'azienda
  • Una Unique Selling Proposition efficace, riesce a cambiare il comportamento d'aquisto del consumatore, che non dipenderà più solo dal reddito e dal gusto personale, ma anche dall’insoddisfazione dei consumatori per le alternative offerte dal mercato.



Con Unique Selling Proposition si intendono alcuni fattori riassumibili in tre concetti chiave:
  • La frase deve trasmettere al fruitore una immagine chiara, una proposta chiara che può essere sintesi per mezzo di parole, immagini e suoni. Il messaggio deve mettere in evidenza immediata qual’è il beneficio specifico all’atto dell’acquisto;
  • la proposta deve essere unica e non replicabile o copiabile dalla concorrenza. Deve essere unica, inimitabile e deve riguardare sia la marca sia il prodotto;
  • Il messaggio deve essere talmente forte da muovere il consumatore a generare l’impulso all’acquisto e sopratutto così attrattivo da far muovere le masse.


-E’ per questo motivo che gli psicologi spiegano che le differenze visibili associate a prodotti o brand possono rafforzarne il ricordo, perché scatta l’apprezzamento intellettuale o posizionamento, facendo si che il messaggio si stampi nella testa del consumatore, tramandandolo di generazione in generiazione come un mito ( nonna-mamma-figlia..).


-La Unique selling proposition è il mezzo per spingere i consumatori a prendere una decisione all’acquisto,ed il Mind marketing ha studiato approfonditamente il modo in cui i consumatori si approcciano all’acquisto e quattro sono gli ambiti mentali che sono attivati nel processo decisionale,  Il consumatore e tende a basare la propria decisione su uno di questi ambiti. :
  1. INTUITO
  2. PENSIERO RAZIONALE
  3. SENTIMENTO
  4. PERCEZIONE ISTINTIVA

-Questo termine non è da confondere: 
  • Con la vision: la proiezione di uno scenario futuro dell'azienda.
  • Neanche con il pay-off: riassunto della vision dell'azienda. 
  • Unique selling proposition: è la memoria visiva, ossia il posizionamento preciso nella mente del consumatore 

Differenze tra USP e PAY-OFF:
PAY OFF
  • Si rivolge al brand
  • Trasmette direttamente la vision
  • Deve avere delle caratteristiche di memoria visiva

USP

  • Deve avere dele caratteristiche di memoria visiva
  • Deve spingere l'impulso d'aquisto
  • Deve essere inimitabile





La U.S.P. è un attestato di convincimento all'aquisto del prodotto e deve richiamare direttamente il prodotto.


martedì 7 gennaio 2014

FURTIVE BRAND

8° lezione di Marketing strategico tenuta presso Libera Accademia di Belle Arti LABA di Torbole.
A cura del professore Corrado Corradini.

ORA VEDIAMO UN ESEMPIO DI FURTIVE BRAND. 
ANTIQUA FARINA




Antiqua è una farina macinata a pietra a filiera corta certificata che nasce solo da grani piemontesi provenienti da 45 aziende agricole riunite in un solo consorzio di garanzia che seleziona soltanto terreni lontani da città, autostrade e fabbriche nel rispetto di un disciplinare di produzione per ottenere grani a residuo zero, lavorata da un mulino che risparmia circa 150 ton di CO2 ogni anno grazie a 1600 mq di pannelli fotovoltaici e che garantisce rigidi controlli qualitativi ed igienico-sanitari anche grazie ad una selezione ottica che scansiona ogni chicco di grano attraverso otto fotografie.

Le farine della linea Antiqua contribuiscono ad uno stile di vita più sano, perché conservano tutti gli elementi nutrizionali del chicco in quanto con la macinazione a pietra, per la presenza di tegumenti della crusca,del germe e dello strato aleuronico del chicco la farina risulta essere:

  • ricca di fibre solubili e insolubili (per favorire la motilità intestinale)
  • ricca di tocoferoli: antiossidanti naturali (per combattere i radicali liberi e prevenire l’invecchiamento delle cellule)
  • ricca di vitamina E (per aumentare il potere antiossidante)
  • ricca di sali minerali (per il benessere dell’organismo)
  • povera di carboidrati (per diminuire il potere calorico)
Il risultato è una linea di farine dal profilo nutrizionale esemplare e dal gusto inconfondibile.


E quindi perche la Farina Antiqua è un futurive brand?

Perchè il brand Antiqua non è subito collegabile alla sua azienda produttrice: Molini Bongiovanni, che dopo anni di ricerca e con la collaborazione di un consorzio di selezionati produttori agricoli presenti sul territorio e con il sostegno della Regione Piemonte, ha dato vita al brand “Antiqua®” 
Come possiamo vedere quando accediamo al sito di Farina Antiqua non troviamo collegamenti tra i due, appargono come due aziende a se stanti, Farina Antiqua è quindi un mix tra futurive brand e brand individuale. Il furtive brand rientra nella mission aziendale.




BRAND MANAGEMENT o GESTIONE DEI BRAND

19 Dicembre 2013
8° lezione di Marketing strategico, vediamo il 1° strumento di comunicazione dell'azienda (BRAND o MARCA), tenuta presso Libera Accademia di Belle Arti LABA di Torbole.
A cura del professore Corrado Corradini. 

L'IMPORTANZA DEL BRAND




Che cos'è il brand management? 
E' un simbolo o un set di simboli o segni che certificano l'origine di un prodotto o servizio e lo differenziano dalla concorrenza, una marca è il viso di una strategia d'impresa' 'Il BRAND è il 1° strumento di comunicazione dell'azienda ed è il 1° strumento che essa gestisce. Il BRAND è l'esterizzazione dell'azienda, è il braccio destro della vision, esso è lo sviluppo pratico delle teorie di marketing strategico. Gli operatori del marketing vedono nella marca la "promessa" implicita di qualità che il cliente si aspetta dal prodotto, determinandone così l'acquisto nel futuro.

Cosa significa fare brand management?
Gestire in modo strategico un marchio: dalla sua nascita alla sua evuluzione in coerenza con gli obiettivi aziendali, ed una buona gestione del brand porta l'azienda a posizionarsi bene sul mercato, lo scopo del brand management è di aumentare il valore della marca percepito da un consumatore rispetto a un prodotto. Questo comporterà un aumento delle vendite e quindi di conseguenza un aumento del brand equity (valore del marchio).


E come deve essere un brand di successo per essere desiderabile? 

  • Pronunciabile
  • Ricordabile
  • Riconoscibile
  • Traducibile
  • Attraente
  • Suggerisce caratteristiche e benefici (es. connecting peopole “Nokia”)
  • Riconduce all'immagine dell'azienda madre
  • Si distingue per il posizionamento del prodotto rispetto alla concorrenza
  • Registrabile legalmente e facilmente ( all'ufficio brevetti non deve essere uguale ad altri, deve distinguersi ed essere facilmente ricordabile)


Quanti diversi tipi di Brand esistono?
Tipologie di brand:
1. In riferimento all'ampiezza del portafoglio prodotti a cui si riferiscono:

  • MONO BRAND: usato per uno o pochi prodotti, e quindi evocante determinate caratteristiche funzionali del prodotto a cui si riferisce.




  • FAMILY BRAND: riferito a molti prodotti, e che quindi richiama non caratteristiche specifiche (dato che esse sono diverse per ogni prodotto della "famiglia"), ma situazioni emotive o valori astratti.

2. A seconda della distanza dall'identità aziendale:
  • CORPORATE BRAND: usato sia per i prodotti, sia per richiamare l'immagine dell'azienda e le sue competenze distintive (di solito il marchio stesso dell'azienda).
  • FURTIVE BRAND: distante dall'identità aziendale, riferibile solo a determinati prodotti.

3. Tipologie ibride o differenti:

  • BRAND ENDORSED : incorpora due marchi appartenenti a due diverse tipologie tra quelle sopra citate. Un esempio è il brand "Mulino Bianco Barilla", che incorpora sia il corporate brand (Barilla) che il family brand (Mulino Bianco).
  • BRAND INDIVIDUALI: brand diversi per ogni prodotto (nutella).